Ghouls 'n Ghosts
Papadopulos
I saw him coming.
He was walking,
twisted,
his legs wide open like a frog's, they were moving up and down as if they were dancing,
weird,
He was wearing a long coat, one of those (used) for heavy Russian winters, and a stovepipe.
He was too tall and spindle-shaped in order to be considered a normal human being... there was something wrong.
He was...

His arms, his legs, his obtruding cheek bones, his protruding round eyes and his chin.
With that strange curly imperial beard, like those devils of the past.
He held out his hand to mine, to shake it.
It was on fire.

<<Hi>> He said, while, instead of taking off his hat, he opened a small drawer on his forehead, jus like a perfect gentleman.
<<Pleased to meet you, (I do) hope you guessed my name.>>

TRADUZIONE (racconto originale)

Lo vidi arrivare. Camminava storto, le gambe larghe, come una rana, che facevano su e giù come in una strana danza, sembrava che qualcosa lo avesse reso storpio da piccolo. Anche se secondo me non era mai stato piccolo, ero ragionevolmente convinto di questo. Indossava un cappotto lungo di quelli pesanti da inverno russo e un cilindro. La sua figura era troppo lunga ed affusolata per rientrare nel campo dei normali esseri umani, aveva qualcosa che non andava. Era...
strano.
Le braccia, le gambe... gli zigomi pronunciati, gli occhi a palla all'infuori ed il mento. Con quello strano pizzetto che si arricciava. Come nei diavoli d'altri tempi.
Mi porse la sua mano, per stringermela. Era in fiamme.
<< Salve.>> Disse mentre invece di sollevare il cappello metteva mano al piolo di un piccolo cassetto che aveva sulla fronte, lo aprì come un perfetto gentleman.
<< Sono il signor Papadopulos...io... assaggio le persone.>>
Era tardi. Rimise a posto il cassetto, con un'altra mano mi punzecchiò con una forchetta di plastica. Proprio sul fianco.
E poi che cazzo. Con quel cappotto.
Era estate!




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